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Sudio Tecnico di Architettura Archiradel
Progettazione Architettonica
Catania - Siracusa
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05/02/2019, 17:01

struttura precaria



CHE-COSA-SI-INTENDE-ESATTAMENTE-CON-IL-TERMINE-STRUTTURA-PRECARIA?


 



Nellapratica professionale, spesso mi capita di dover rispondere a questa domanda. Moltidubbi si hanno in merito a questa definizione che risulta avere tanti aspetticontroversi e poco chiari. 
Partiamocon le definizioni tratte dal dizionario della lingua Italiana Treccani: 
Struttura s. f. [dal lat.structura, der. di struĕre «costruire, ammassare», part. pass. structus]. - Insenso ampio, la costituzione e la distribuzione degli elementi che, in rapportodi correlazione e d’interdipendenza funzionale, formano un complesso organico ouna sua parte; il complesso stesso, o un suo componente, inteso come entitàfunzionalmente unitaria risultante dalle relazioni reciproche dei suoi elementicostitutivi. 
Precario 1. momentaneo,temporaneo, passeggero, provvisorio, transitorio, insicuro, incerto, dubbio,instabile, problematico, caduco, effimeroPartendoda queste definizioni possiamo unirle e dare una definizione univoca:
Costruzione organica e funzionale, momentanea. 

A questopunto possiamo già fare la prima considerazione che è di tipo temporale. Unastruttura, intesa come un sistema organico e funzionale di elementi (ad esempiouna pergola in legno) riveste carattere di precarietà qualora la sua esistenza venga prolungata in un tempo definito. Per farla in breve la strutturadeve avere come requisito la temporaneità dell’esecuzione.Proviamoa fare un esempio:Lecabine in legno realizzate sulla battigia da un gestore di uno stabilimentobalneare possono essere considerate strutture precarie? La risposte èaffermativa solo nel caso in cui la loro esistenza sia limitata nel tempo (3mesi estivi). Ma ciò non vuol dire che non debbano rispondere al DPR 380/2001(Testo Unico Edilizia)?

Cosa succede con la Legislazione in Sicilia? 

Secondoun assunto sintetico tratto da alcune sentenze della Corte di Cassazione mentreil DPR 380/2001 (Testo Unico Edilizia) definiscela precarietà di un’opera in base ad un criterio funzionale-temporale, inquanto diretta ad assolvere ad un’utilità limitata nel tempo, invece l’art. 20 della legge della reg. n.4 del2003 definirebbe la precarietà eminentemente in base al parametro strutturaledella facile rimozione, e quindi liberalizzerebbe una serie di opereinterne, come la chiusura di terrazze la copertura di spazi interni, lachiusura di verande e balconi con strutture precarie (cnfr. in questo sensoCass. III del 9 luglio 2008.; ma in senso diverso Cass. III n. 30657 del20.12.2016, dep. il 20.6.2017 Rv. 270210, Calabro’ e altro, secondo cui " In materia urbanistica, le disposizioniintrodotte da leggi regionali devono rispettare i principi generali stabilitidalla legislazione nazionale, e conseguentemente devono essere interpretate inmodo da non collidere con i detti principi - Fattispecie relativa allarealizzazione di una tettoia per la quale la Corte ha ritenuto necessario ilpermesso di costruire, ai sensi degli artt. 3, 10 e 31 T.U. Urbanistica,essendo tali disposizioni destinate a prevaleresulla disciplina dettata dall’art. 20, comma primo, legge Regione Sicilia 16aprile 2003, n. 4 secondo cui, in deroga ad ogni altra disposizione di legge,non sono soggette a concessioni e/o autorizzazioni né sono considerate aumentodi superficie utile o di volume né modifica della sagoma della costruzione lachiusura di terrazze di collegamento e/o la copertura di spazi interni construtture precarie).

Ledisposizioni della legge statale relative alle "opere precarie" sono contenutenel DPR 380/201, nel suo articolo 6, comma 1, lett. c) e comma 9, lett. b), chele individuano rispettivamente : a) nelle " opere temporanee per attività diricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione diattività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne alcentro edificato; b) nelle "opere dirette a soddisfare obiettive esigenzecontingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare dellanecessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni " . Inentrambi i casi " gli interventi sono eseguiti senza nessun titolo abilitativo". 
A curadel Dott. Arch. Rosario Andrea De Luca


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